PAURA DELL'IMBOCCATURA:
Un problema di benessere per il cavallo e
per il cavaliere
W.
Robert Cook FRCVS, PhD
Parte
I: PERCHE' I CAVALLI ODIANO L'IMBOCCATURA
Introduzione
Alla Equitana USA, 2000, la Bitless
Bridle vinse il Enterprise Award per “il finimento equino più
innovativo ” Il premio copriva il periodo fino al 1999, ma,
realisticamente, la nuova testiera costituiva la maggiore innovazione
nei finimenti dall'introduzione dell'imboccatura con barbazzale nel
quarto secolo AC.

Fig 1. Si vede come la capezzina della
Bitless Bridle è sistemata in basso sulla testa, e tuttavia senza
ostruire le narici (vedi Cook 2004)
Dal 1998, l'autore ha pubblicato moltissimo sull'argomento degli
svantaggi dei morsi e i vantaggi delle testiere senza imboccatura. Due
libri, sei articoli su riviste scientifiche e altri 10 su riviste di
equitazione hanno confrontato criticamente l'imboccatura e il metodo di
comunicazione senza imboccatura. Inoltre, autori indipendenti hanno
pubblicato altri 30 articoli sul metodo senza imboccatura su giornali di
equitazione in vari paesi del mondo.
Un aggiornamento sulla ricerca recente
L'uomo ha sottostimato gli effetti
negativi dell'atto di mettere una o più barre metalliche nella bocca di
un cavallo (Cook 1998a, 1998b, 1999a, 1999b, 1999c, 2000, 2001a, 2001b,
2002a, 2002b, 2002c, and 2003).
Nonostante tutti gli uomini di cavalli abbiano familiarità con
l'espressione “avversione all'imboccatura”, se richiesti di compilare
una lista di problemi che costituiscono questa sindrome probabilmente
avrebbero difficoltà a pensarne più di una mezza dozzina.
Tuttavia l'autore individua almeno 98
problemi che interessano il cavallo e almeno altri 10 che interessano il
cavaliere. E' stato possibile riconoscerne un tale numero solo dopo lo
sviluppo di una nuova testiera senza morso che differisce completamente,
dal punto di vista concettuale, dagli hackamore, dai bosal e dai
sidepull. La facilità con cui un cavallo può essere portato, da un
giorno all'altro, da un morso normale alla nuova Bitless Bridle ha
contribuito a identificare molti problemi che non erano stati
precedentemente riconosciuti come attribuibili all'imboccatura. In
sostanza, questo ha rappresentato una possibilità senza precedenti di
condurre un esperimento controllato su larga scala.
Recentemente, l'autore ha rivisto le
relazioni scritte che ha ricevuto da 605 utenti del nuovo metodo (Cook
2003)Da allora, il lavoro di revisione è continuato e il questionario
riportato nella Parte III di questo articolo è basato sulle osservazioni
aggiornate. Il confronto del comportamento è stato fra un metodo di
comunicazione doloroso e invasivo (l'imboccatura), e un metodo indolore
e non invasivo (la Bitless Bridle).
Poiché il comportamento dei loro cavalli, mentre usavano l'imboccatura,
era ben noto ai cavalieri da molti anni, e poiché la conversione dalla
comunicazione con l'imboccatura a quella senza l'imboccatura è avvenuta
letteralmente da un giorno all'altro, le variazioni dei pattern
prima-e-dopo erano molto evidenti. I dieci risultati più importanti che
sono emersi da questo studio sono i seguenti:
Un morso (qualsiasi morso) causa dolore al
cavallo, anche se il cavaliere non ne è consapevole
Il dolore ed altre conseguenze
fisiopatologiche danno origine nel cavallo a problemi comportamentali
più comuni e più gravi di quanto si era precedentemente supposto
Le manifestazioni del dolore causato dal
cavallo possono essere classificate in quattro gruppi (paura, fuga,
lotta e blocco)
Tutte le reazioni precedenti sono varianti
della PAURA, e tutte aumentano la probabilità di incidenti sia per il
cavallo che per il cavaliere
l'imboccatura è una causa comune di
asfissia (‘pesantezza del fiato', 'respiro rumoroso', 'soffocamento') e
dovrebbe essere sempre preso in considerazione nella diagnosi
differenziale della neuropatia laringea ricorrente (emiplegia laringea)
l'imboccatura è una comune causa di molte
malattie elencate in passato fra quelle “a causa ignota” (la sindrome
della testa scossa, la dislocazione dorsale del palato molle, l'intrappolamento
epiglottico, il collasso della trachea, e il sanguinamento polmonare)
l'imboccatura è una causa comune di azione
di scarsa qualità, di piede incerto, di andatura corta. Poiché riduce
l'apporto di ossigeno, i cavalli da corsa, in modo particolare, sono
soggetti a affaticabilità prematura, a collasso, a cadute e a fratture
ossee degli arti
L'eliminazione dell'imboccatura porta
benefici non solo quelli che cavalieri identificano come “cavalli che
odiano l'imboccatura”, ma anche ai cavalli nei quali i cavalieri non
hanno mai riconosciuto tale avversione.
La rimozione dell'imboccatura rende
l'equitazione più sicura, più semplice e più gratificante per il
cavaliere
La rimozione dell'imboccatura migliora le
prestazioni, riduce gli incidenti e aumenta il benessere del cavallo
Panoramica dei metodi di comunicazione
L'uomo dell'età della Pietra, circa
5000 anni fa, ha il merito di aver addomesticato il cavallo per la prima
volta. Purtroppo, al tempo stesso ha fatto il comprensibile errore di
inventare l'imboccatura. La presenza di un opportuno spazio fra i denti
ha suggerito all'uomo primitivo di utilizzarlo come 'impugnatura'
sull'animale.
I primi morsi erano probabilmente fatti
di pelle piegata, di legno, di osso, e di corno, ma il metallo fu presto
adottato come standard. Purtroppo, il metodo di comunicazione basato
sull'imboccatura è sopravvissuto durante l'Età del Bronzo, durante l'Età
del Ferro ed è giunto fino all'età dell'acciaio inossidabile.
l'imboccatura a barra semplice è stato seguito dall'imboccatura a barre
snodate e barbazzale, la cosiddetta “doppia redine” o “briglia
completa”, e da un numero senza fine di variazioni sul tema. Poiché un
solo morso è stato spesso considerato insufficiente, ne sono
frequentemente usati due, come nella doppia redine e in altri esempi. I
morsi a leva aumentano esponenzialmente nella bocca la pressione che il
cavaliere applica sulle redini. La pressione agisce sull'osso
mandibolare, in corrispondenza delle barre della bocca (Fig 2).
Fig 2.
Fig 2. Sezione trasversale della
testa di un cavallo, all'altezza dell'angolo della bocca, con un morso a
leva in posizione. Il diagramma è disegnato in scala e la sezione è
rappresentata come sarebbe vista dal lettore di fronte al cavallo,
mentre guarda direttamente all'interno della sua bocca. Il diagramma è
basato su misure prese da un cavallo di dimensioni superiori alla media,
tuttavia le barre della bocca distano fra di loro solo 29 mm (1 1/8
pollici). Per scopi illustrativi, l'asta del morso è rappresentata a 90°
dalla linea delle labbra. In realtà, l'angolo non sarà mai superiore a
45°, ma questa discrepanza non influisce sui meccanismi d'azione
descritti in seguito.
Il morso illustrato ha una barra di
10 cm (quattro pollici), cannoni di 12.5 mm (mezzo pollice) di diametro,
un'incisura leggera, e un rapporto due a uno fra una barra di 5 cm (due
pollici) e una leva di 10 cm (quattro pollici). Tenuto conto di come
sono fatti i morsi a leva, questo è considerato un morso leggero. La
bocca è rappresentata in una posizione leggermente aperta, con le labbra
appena socchiuse. In una doppia redine, il filetto si appoggerebbe alle
barre dietro al morso, fra questo e il primo molare. Per necessità di
chiarezza, è rappresentato uno spazio fra morso e barre, ma nella realtà
ci sarebbe contatto diretto sia che la lingua stia sopra, che sotto il
morso. Tuttavia, il morso consente all'aria di entrare nella bocca, e
pertanto è appropriato, anche se si tratta di una cosa incresciosa,
rappresentare la presenza di aria attorno alla lingua e in altre zone
della bocca.
La punta della lingua è
rappresentata “sopra il morso”. Questa è probabilmente la posizione meno
dolorosa per quel delicato organo di senso. Il cavallo ha altre due
possibilità. La prima è di lasciare la lingua sotto il morso. Poiché la
lingua è più larga delle barre, questa posizione sarà più dolorosa,
perché la lingua sarà intrappolata fra il morso e i margini taglienti
dell'osso che costituiscono le barre. La seconda è quella di arretrare
la lingua in modo che la sua punta sia “dietro il morso”. Questo evita
il dolore alla lingua ma causa lo stesso dolore osseo di quando la
lingua è “sopra il morso”. Inoltre, la base della lingua adesso eleva il
palato molle e questo, insieme all'ingresso dell'aria nella parte
digestiva della gola, ne ostruisce la parte respiratoria.
Quando un morso è sistemato
centralmente nella bocca, la lacuna centrale evita che i cannoni premano
direttamente verso il basso sui margini affilati delle barre. Piuttosto,
i cannoni tendono a afferrare e comprimere la mandibola dall'esterno
all'interno. In tal modo, premono sulle branche terminali del nervo
mandibolare nel punto di uscita dall'osso mandibolare in corrispondenza
del forame mentoniero Fig 2; vedi anche Parte II, Fig. 1). Ogni qual
volta il morso non è perfettamente simmetrico nella bocca, uno dei
cannoni agisce con movimento altalenante sul margine affilato di una
barra.
Un filetto o un morso sono
meccanismi che agiscono mediante pressione, e che generano dolore o
paura del dolore mediante il contatto fra metallo ed osso. L'osso è
coperto da un sottile strato di gengiva ma non ha altri “cuscinetti”.
In corrispondenza del punto dove agisce la pressione del morso, l'osso
ha una sezione approssimativamente circolare, con una lacuna a forma di
fagiolo che produce due margini affilati alle ore 11 e alle ore 1, le
barre. In un cavallo di grande taglia, come quello qui rappresentato, il
diametro della sezione è di circa 45 mm; lo stesso diametro di un uovo
di gallina tagliato a metà. L'osso è inoltre fragile come suggerisce il
paragone e dovrebbe essere trattato con il conseguente rispetto.
Legenda: nero: osso; grigio chiaro:
tessuti molli; grigio scuro o punteggiatura rossa: aree di sensibilità
particolarmente elevata innervati dai rami terminali del nervo
mandibolare; punteggiatura bianca o gialla: aree di sensibilità
particolarmente elevata innervati dai rami terminali del nervo
mascellare (vedi #8, labbro superiore e tetto della bocca o palato
duro).
1. apice dell'osso nasale (con il
quale entra in contatto la capezzina della Bitless Bridle); 2. osso
turbinato inferiore; 3. ingresso al meato medio (un'apertura che
connette la cavità nasale con i seni); 4. falsa narice (spazio che viene
eliminato quando le narici si dilatano sotto sforzo; 6. palato duro
(toccato dai morsi severi e dai morsi con spatola); 7. punta o porzione
libera della lingua (continua con il corpo e la base della lingua); 8.
labbro superiore; 9. cannone; 10. lacuna del morso; 11. asta del
barbazzale; 12. leva del morso; 13. labbro inferiore; 14. solco
mentoniero (chiamato così perché è la linea sulla cute della parte
inferiore della mandibola dove appoggia il barbazzale , ma non è
realmente un “solco”; 15. forame mentoniero, punto dal quale il nervo
mandibolare esce dalla mandibola per fornire sensibilità alle barre e al
labbro inferiore).
Nel momento in cui il morso preme sul
margine superiore della mandibola (le barre) e il barbazzale preme sul
margine inferiore, l'osso e i tessuti molli sono compressi fra due pezzi
di metallo. Le barre sono parti ossee con un margine affilato, coperte
solo da un sottile strato di gengiva e dalla mucosa della bocca. Quello
che chiamiamo “gengiva” è uno strato di tessuto connettivo,dello
spessore di circa 2 mm, fermamente aderente all'osso sottostante e alla
mucosa orale soprastante, sottile e trasparente. Si tratta, in realtà,
di periostio modificato (la “pelle” delle ossa). Quindi, il danno alla
gengiva è un danno all'osso. Le
barre non sono piatte come spesso descritto nè sono dotate da tessuti
molli sufficienti a giustificare la loro descrizione come
“rotondeggianti e carnose” (Fig 2). In corrispondenza delle barre,
l'osso della mandibola non è imbottito nè in alcun modo protetto dal
morso. E' esposto ai traumi come la cresta tibiale dell'uomo. La punta
della lingua può, o no, fornire una qualche protezione. Siccome il
cavallo spesso e deliberatamente arretra la punta della lingua dietro al
morso (e facendo così ostacola la propria attività respiratoria), la
lingua non deve essere considerata come una protezione per l'osso.
Quando il morso preme sulle barre, la forza per pollice quadrato
(pressione), essendo concentrata sul loro margine affilato, può essere
immensa. Non è sorprendente che
questa pressione generi un intenso dolore. Inoltre danneggia
frequentemente l'osso e provoca la crescita di speroni ossei ancora più
dolorosi (Fig 3).
L'opinione diffusa che, nel tempo, la
bocca diventi così callosa da intorpidire i nervi fino a privarla di
sensibilità è falsa. I cavalli che tirano e che hanno una bocca “dura”
stanno semplicemente facendo quello che possono per evitare il dolore.
Nella loro disperazione, hanno tre possibilità. Primo, possono afferrare
l'imboccatura fra i primi molari. Secondo, possono estendere la testa e
il collo in avanti, in modo che l'imboccatura si appoggi al margine
anteriore dei primi molari della mandibola, piuttosto che sulle barre,
maggiormente sensibili. Terzo, possono intrappolare l'imboccatura sotto
la lingua e cercare di immobilizzarlo. Nessuna di queste possibilità è
completamente soddisfacente dal punto di vista del cavallo, poiché
sentono comunque dolore. Ma non possiamo biasimarli per aver provato ad
alleviare questa tortura.
Fig 3. Si vede il profilo liscio
delle barre sul lato destro di un cavallo normale (inserto), confrontato
con un grosso sperone osseo dello stesso lato di un'altra mandibola. La
mandibola anormale ha uno sperone osseo anche sul suo lato sinistro, ma
è meno facile da vedere. Tutti gli speroni sono localizzati come questi,
sulle barre immediatamente sopra il foro (il forame mentoniero) sulla
faccia laterale della mandibola, da cui emerge il nervo mandibolare (Fig.
2 e vedi anche Parte II, Fig. 1). Le barre della mandibola anormale
distavano 32 mm (1 ¼ pollici) a livello degli speroni ossei.
L'esame fatto dall'autore su 65
mandibole di cavalli di cinque o più anni in tre collezioni museali ( (Cook
2002a) ha mostrato che speroni ossei erano presenti in 49 (75%). Poiché
alcuni dei 65 cavalli erano selvaggi ed erano stati senza imboccatura
per tutta la vita (i cavalli selvaggi non hanno speroni ossei), la
prevalenza reale dell'alterazione nei cavalli con l'imboccatura è in
realtà di oltre il 75%. Nessuno sperone è stato trovato in un esame di
35 crani di zebra. I lettori possono immaginare il forte dolore
avvertito da un cavallo con speroni ossei sulle barre quando viene
“controllato” con un'imboccatura d'acciaio. Non meraviglia che alzi la
testa, apra la bocca e “sfugga all'imboccatura” in ogni maniera.
Purtroppo, invece di risolvere il
problema eliminando la causa, unico metodo appropriato, l'approccio
standard al problema è quello di utilizzare una grande varietà di
attrezzature supplementari eliminarne i sintomi. Questi attrezzi sono
progettati per impedire al cavallo di fare delle cose che non avrebbe
neanche mai pensato di fare se non avesse mai avuto un'imboccatura in
bocca. Da qui l'uso di ingegnose cinghie per tentare di chiudere la
bocca, come i chiudibocca e le capezzine tedesche. Analogamente, nella
speranza di limitare, se non eliminare, il sollevamento della testa,
sono utilizzate le martingale. Per scoraggiare l'evasione dall'
imboccatura mediante spostamento della lingua, i cavalli da corsa hanno
la lingua legata alla mandibola con cinghie rigide o elastiche. E'
facile prevedere che nessuno di questi sistemi costituisce un'efficace
soluzione del problema. Non sono nemmeno molto efficaci per eliminarne
i sintomi.
Ulteriori accuse al metodo di
comunicazione basato sull'imboccatura sono reperibili nelle parti II e
III di questo articolo, Al momento, basta osservare che l'antichità del
metodo non è affatto una garanzia della sua effettiva efficacia. Il
principale difetto del metodo basato sull'imboccatura è che, tranne che
nelle mani di un maestro dell'equitazione con un assetto
incrollabilmente indipendente, l'imboccatura causa dolore (Cook 2003).
La ‘mano leggera ’ consiste nell'applicare una pressione bassa o nulla
sull'imboccatura. Poiché la bocca del cavallo è una delle parti più
sensibili del suo corpo, anche la più piccola pressione causa un intenso
dolore (Fig 4).
Fig 4. Inevitabilmente, questa
immagine sembra una caricatura, ma il suo messaggio è serio. Questa è la
rappresentazione di un cavallo, se si apportano le modifiche di scala e
di colore per rappresentare la sensibilità relativa al tocco delle parti
del suo corpo. Le parti scure rosse o grigie e le aree punteggiate
rappresentano le zone più fornite di nervi sensitivi. In questa
rappresentazione il muso e la lingua diventano le parti più grandi del
corpo perché sono le più importanti per “toccare/sentire”. Il cavallo
dipende dal suo muso per esaminare il proprio ambiente e sopravvivere.
Il cavallo manifesta questo dolore con
le quattro F costituite da fright, flight, fight e freeze
[paura, fuga, lotta e blocco]. Oltre al fatto che tali manifestazioni
solo la causa fondamentale di incidenti per il cavallo e per il
cavaliere, l'imboccatura interferisce inoltre sia con la respirazione
che con l'andatura (Cook 1999a, 1999b, 2000). Il fiato corto è causa di
affaticamento precoce e, ancora una volta, l'affaticamento precoce è una
importante causa di incidenti. L'affaticamento causa cadute, e le cadute
possono essere mortali sia per il cavallo che per l'uomo. Infine,
l'affaticamento è una comune causa di basse prestazioni.
Criteri per un metodo di comunicazione
accettabile
Una comunicazione accettabile dovrebbe
essere:
Umana
Efficace come forma di comunicazione
Compatibile con la fisiologia del cavallo
sotto sforzo.
Il metodo con l'imboccatura è
inaccettabile in base a tutti e tre i criteri. Potrebbe essere
considerata umana nelle mani di un cavaliere eccellente che ha imparato
a non farne uso. Ma anche un cavaliere eccellente non è nato con una
mano leggera e per anni cavalli hanno dovuto sopportare dolore intanto
che il cavaliere, diventato eccellente dopo un lungo tirocinio,
imparava. Nelle mani di un cavaliere medio, l'imboccatura causa dolore.
Nelle mani di un principiante, l'imboccatura è una crudeltà.
C'è anche una quarta caratteristica di
ogni metodo di comunicazione; non si tratta di un criterio assoluto, ma,
quando è presente, rappresenta un plusvalore. Si tratta della sua
applicabilità ad ogni tipo, temperamento, età e grado di addestramento
del cavallo, oltre che ad ogni tipo, temperamento, età e grado di
addestramento del cavaliere. Nonostante che il metodo con l'imboccatura
sia stato usato a lungo in tutte le discipline e su tutti i tipi di
cavallo, si deve dire che l'imboccatura induce con troppa facilità ad
abusarne, sia intenzionalmente che senza volerlo. Non può, quindi,
essere raccomandato per l'uso generalizzato (vedi Parte II: Tabella I).
Tralasciando l'evidenza attualmente
disponibile sul fatto che l'imboccatura causa dolore, anche l'efficacia
dell'imboccatura dal punto di vista del cavaliere è discutibile, vista
semplicemente la molteplicità di modelli di imboccatura in commercio.
Questa situazione è abbastanza simile a quella che avviene in medicina.
Quando esiste una molteplicità di trattamenti per una malattia o un
problema, si può generalmente affermare che nessun trattamento è
completamente soddisfacente. Come ci si può aspettare, il metodo basato
sull'imboccatura è inefficace a prevenire i molti casi di sgroppata,
smontonata e impennata causati dalla stessa imboccatura. Quando si
capisce che questi tre problemi hanno l'imboccatura come causa comune,
diventa evidente che non è logico aspettarsi di risolverli continuando
nell'uso dell'imboccatura, semplicemente cambiandone la forma.
Parte II: MALATTIE CAUSATE
DALL'IMBOCCATURA E ALTRE CONSEGUENZE NEGATIVE
L'imboccatura come causa della sindrome
della testa scossa
Nel 1979, l'autore ha pubblicato un
articolo in quattro parti sulla sindrome della testa scossa nel cavallo.
Questo lavoro ha costituito il primo rilevante contributo alla
letteratura su un problema che per lungo tempo è stato causa di disagio
e di frustrazione sia per i proprietari che per i veterinari, per non
parlare dei cavalli. In questa prima serie di articoli, l'autore aveva
descritto la storia naturale e il quadro clinico della sindrome e aveva
raccomandato un protocollo per gli accertamenti e l'esame clinico dei
cavalli affetti. Ma, nonostante avesse usato così tanto inchiostro,
affermò chiaramente che non conosceva la causa del problema e che quindi
non poteva suggerire alcuna cura. Tredici anni dopo, pubblicò alcune
ulteriori idee si questo problema, senza tuttavia gridare vittoria sulla
questione vitale della causa e della cura (Cook 1992). In quel
momento, molti altri ricercatori stavano studiando il problema ma
nessuno era stato in grado di proporre una cura efficace.
Tuttavia, nel corso degli ultimi sette
anni la perdurante ricerca dell'autore ha fornito una convincente
evidenza a sostegno dell'ipotesi che la causa più comune di questo
problema è la nevralgia trigeminale causata dall'imboccatura (Cook
1999b, 1999c, 2000, 2002a, and 2003).
Poichè la
sindrome è stata un problema così ostico in passato, è una gran bella
cosa poter riferire che, alla fine, esiste una cura che è
contemporaneamente logica ed efficace.
I risultati molto convincenti forniscono
ulteriore, indiscutibile evidenza che l'imboccatura non è solo un metodo
di comunicazione inefficiente, ma anche un metodo con controindicazioni
fisiologiche.
In passato, molte diverse malattie sono
state proposte come causa presuntiva dei sette o più segni clinici che
si pensava costituissero la sidrome della testa scossa (Cook 2003).
Malauguratamente, nessuna di queste spiegazioni era confermata da una
convincente risoluzione della sindrome a seguito della cura della
malattia imputata come causa.
La sindrome prende il nome dal suo
segno più evidente e fastidioso; il persistente, violento e spasmodico
innalzamento verticale della testa al momento del lavoro. Altri segni
caratteristici includono lo sfregamento del naso, lo starnutire, lo
sbuffare, e una generale ipersensibilità e impressionabilità quando
maneggiato attorno alla bocca, sul muso e sulle orecchie (vedi Tabella I
nella Parte III di questo articolo). L'elevata temperatura ambientale,
il vento e la pioggia accentuano questi segni, come pure la luce solare
intensa. A causa dell'ultima osservazione, alcuni cavalli affetti dalla
sindrome sono definiti fotofobici.
Questi segni apparentemente non
correlati possono essere a questo punto spiegati con efficienza sulle
base del fatto che, collettivamente, sono tutti segni di nevralgia
facciale. Quindi, invece di dover proporre una molteplicità di cause,
nessuna delle quali completamente convincente, disponiamo di un'ipotesi
unificante che spiega tutti i sintomi della sindrome con una sola causa.
Fortunatamente, l'ipotesi regge alla prova cruciale a cui dev'essere
sottoposta qualsiasi ipotesi scientifica: che la rimozione della causa
consegue la risoluzione completa della sindrome o almeno una convincente
regressione dei sintomi.
La neuralgia facciale è il nome tecnico
di una malattia che, in medicina umana, è anche nota come tic
douloureux e nevralgia del trigemino. Nell'uomo è una malattia
fortemente dolorosa, da cui la parola ‘nevralgia,’ che significa
semplicemente dolore lungo il decorso di un nervo. Il trigemino
è il più importante nervo sensitivo del capo e il più grande dei nervi
cranici. Nell'uomo, è predisposto a una grave nevralgia che è
notoriamente difficile da curare, perchè la causa non è nota.
Come il suo nome suggerisce, il
trigemino ha tre rami (Fig 1). Un ramo assicura la sensibilità all'osso
della mandibola, ai suoi denti, e ai tessuti adiacenti della bocca,
mento, labbra e gengive. Innerva anche le ghiandole salivari e le
orecchie. Analogamente, il secondo ramo innerva l'osso, i denti, il
palato duro, il palato molle, la mucosa nasale, il labbro e le gengive
della mascella. E' chiamato quindi ramo mascellare. Il terzo ramo
innerva l'occhio, le palpebre, le ghiandole lacrimali, la pelle della
fronte e la mucosa nasale vicina. Non meraviglia che venga chiamato il
ramo oftalmico.
L'autore propone che l'imboccatura
scateni sia il dolore acuto, che il dolore cronico lungo il decorso del
nervo trigemino, ossia la nevralgia. Il dolore può essere trasmesso
direttamente al cervello o può essere generato indirettamente,
attraverso un meccanismo di feedback il cui risultato è quello che si
definisce dolore riferito. In questo fenomeno, i segnali dolorosi da
qualsiasi tributario del trigemino in contatto diretto con l'imboccatura
possono diffondersi a qualsiasi altro tributario dello stesso nervo, per
cui si avverte dolore in aree della testa che non hanno alcun contatto
diretto con l'imboccatura.

Fig 1. La figura mostra la
distribuzione dei tre rami principali del nervo sensitivo della faccia,
il trigemino. Tutto quello che i lettori devono fare per immaginare la
distribuzione potenziale del dolore facciale è di iniziare da una delle
aree di contatto con l'imboccatura e di seguire le diramazioni rosse da
quel punto alle terminazioni nervose di qualsiasi altra area facciale.
Alcuni cavalli avranno dolore o ipersensiblità nella regione del uso,
mentre altri cavalli lo sentiranno maggiormente attorno agli occhi, alle
orecchie o alla fronte.
La stimolazione cerebrale diretta da un
dolore acuto nella bocca spiega il violento sollevamento della testa. Il
dolore più cronico viene probabilmente avvertito come un dolore osseo
sordo, abbastanza simile a un mal di denti, e può spiegare la tensione
delle mandibole, del collo, della schiena e degli arti. Questo spiega il
passo rigido e l'andatura corta caratteristica di molti cavalli montati
con l'imboccatura; anormalità che spariscono eliminando l'imboccatura.
Quando abbiamo mal di denti, camminiamo cauti e non abbiamo nessuna
voglia di correre. Il cavallo potrebbe avere la stessa sensazione, ma
quando viene obbligato a lavorare è soggetto a spasmi muscolari
intermittenti del collo, che producono l'innalzamento della testa.
Segnali dolorosi possono essere inviati
direttamente al cervello da qualsiasi area delle gengive, labbra, palato
duro, lingua e denti su cui può premere un morso. Nel maschio, come
mostrato nella Figura 1, le radici dei canini scorrono molto vicine alle
barre. Il dolore dai canini quando il cavallo è “sopra l'imboccatura”
probabilmente spiega l'incidenza più alta della sindrome nei castroni
che nelle femmine, e la tendenza della sindrome ad essere frequente fra
i cavalli addestrati per il dressage. Alcuni cavalli di entrambi i sessi
hanno inoltre un dente di lupo nella mandibola (come rappresentato), per
quanto siano più comuni nella mascella. Quelli nella mandibola passano
spesso inosservati perchè, essendo vestigiali, possono non affiorare
mai. Stanno sotto la gengiva proprio davanti al primo dente molare.
La stimolazione indiretta può dare
luogo a ipersensibilità, a prurito, a formicolio o a dolore franco.
Queste sensazioni a carico del ramo mandibolare spiega la reazione che
molti cavalli mostrano quando sono toccati attorno alle orecchie. I
dolore riferito dalle barre può anche scendere in basso lungo i rami
nervosi che innervano la lingua. Questo può comportare che la lingua
stessa diventi ipersensibile, e può essere una ulteriore ragione per
spiegare il motivo per cui molti cavalli hanno la bocca sensibile. Lo
stesso meccanismo può essere invocato per immaginare che la nevralgia
del trigemino possa manifestarsi come un mal di denti.
Il dolore riferito al ramo mascellare
spiega gli starnuti, gli sbuffi e lo sfregamento del naso della sindrome
della testa scossa. La stimolazione indiretta del ramo oftalmico,
causata dal dolore riferito, spiega la sensibilità alla loce intensa, i
rapidi spasmi delle palpebre, e l'intolleranza ad essere maneggiato
sulla fronte. La stimolazione delle ghiandole lacrimali spiega inoltre
lo scolo acquoso nasale e fornisce un'ulteriore spiegazione per gli
starnuti.
I segni clinici della sindrome della
testa scossa rappresentano l'esagerazione patologica di una risposta
normale. Un cavallo sano risponderà con un sollevamento della testa a
una mosca che si posa sul muso. Un cavallo con una nevralgia del
trigemino si comporta come se pensasse di essere tormentato sul volto da
uno sciame di mosche particolarmente aggressive e fastidiose. Immaginate
questa sensazione, unita a un furioso mal di denti a entrambe le
mascelle, e potrete avere una vaga idea del dolore di cui soffre il
cavallo. Il tic douloureux è uno dei dolori più acuti che l'uomo può
sperimentare.
In funzione della durata e della
gravità della nevralgia, la rimozione del morso permette di ottenere una
regressione o una completa scomparsa dei sintomi. I cavalli affetti
possono mostrare un miglioramento più o meno immediato o un
miglioramento progressivo nel corso di un periodo di molte settimane o
mesi. Presumibilmente, si potrebbe documentare che molti di questi
cavalli hanno speroni ossei sulle barre, ma questa correlazione non è
ancora stata fatta.
Molti cavalli affetti dalla sindrome
mostrano segni di disturbo comportamentale molto più numerosi dei sette,
o giù di lì, tradizionalmente associati a questa sindrome. L'autore
conclude che la sindrome della testa scossa è semplicemente una parte di
una sindrome molto più complessa, l'avversione al morso. In altre
parole, la nevralgia facciale spiega i segni tradizionali della
sindrome della testa scossa, ma i cavalli affetti quasi certamente
mostreranno molti altri segni associati con le quattro F del
fright, flight, fight, and freeze [paura, fuga, lotta e blocco]
(Parte III; Tabella I).
L'imboccatura come causa dell'ostruzione
delle vie aeree superiori
Alcune malattie respiratorie, che
l'autore ha dimostrato essere causate dal morso, includono la
dislocazione dorsale del palato molle (Cook 1999a, 2002a), l'intrappolamento
epiglottico (Cook 1999b), e il sanguinamento polmonare (Cook 1999a).
L'autore oggi segnala che l'imboccatura è anche la causa dell'anormale
rumore respiratorio durante il lavoro ed è responsabile della
“pesantezza del respiro” in molti cavalli (Cook 2003). l'imboccatura
dovrebbe essere considerato nella diagnosi differenziale in tutti i
cavalli che respirano rumorosamente. Lo stridore laringeo non è più un
segno che possiamo automaticamente considerare patognomonico di
neuropatia laringea ricorrente (emiplegia laringea). La deformazione
della trachea con ulteriore ostruzione delle vie aeree è molto più
comune di quanto si supponeva. L'autore ritiene che possa essere un
effetto a lungo termine dell'ostruzione delle vie aeree causata dal
morso. Per finire, l'ostruzione delle vie aeree potrebbe essere un
fattore causale della malattia delle piccole vie aeree (bolsaggine).
La punta della lingua è come la punta
di un iceberg... la parte posteriore è molto più grande. La lingua è un
organo lungo e voluminoso. In un cavallo adulto misura circa 35 cm (14
pollici). Un sistema per
ricordare la lunghezza della lingua è quello di ricordarsi che è sospesa
allo stesso scheletro che sostiene la laringe. Ogni cosa che fa muovere
la punta della lingua, probabilmente ne fa muovere anche la base, e,
quindi, il palato molle e la laringe. La lingua è un potente organo
muscolare ma anche un organo di senso molto raffinato. Sceglie il cibo,
in base alla consistenza e al sapore, e con la potenza del suo movimento
gioca un ruolo critico nella masticazione e nella deglutizione del cibo.
La lingua ha funzioni prevalentemente digestive. E' attiva durante
l'alimentazione, ma dovrebbe essere a riposo durante il lavoro. Come
tutti i mammiferi, il cavallo si è evoluto per dedicarsi
alternativamente all'alimentazione o al movimento. Non può svolgere le
due attività contemporaneamente. E tuttavia, mettendogli un morso in
bocca, l'uomo si aspetta precisamente che lo sappia fare.
Nel cavallo in movimento in libertà, le
labbra sono chiuse; non c'è aria nella bocca; la lingua immobile occupa
l'intero spazio all'interno della cavità della bocca e della parte
digestiva della gola sotto il palato molle; la salivazione è sospesa.
Nel cavallo montato, con un morso in bocca, la tenuta delle labbra è
interrotta; le mascelle possono essere francamente aperte; la bocca e la
parte digestiva della gola contengono aria; la lingua è costantemente in
movimento; la salivazione è stimolata.
Le precedenti risposte stimolate dal
morso sono proprie dell'attività digestiva. Tutte queste risposte sono
diametralmente opposte a quelle del sistema respiratorio necessarie
durante l'esercizio fisico. Di conseguenza, il morso interferisce con la
capacità del cavallo di respirare in maniera appropriata all'attività.
Poichè un cavallo in corsa fa un passo per ogni atto respiratorio, se
non può respirare adeguatamente non può nemmeno muoversi
adeguatamente. Quando queste due funzioni sono danneggiate, insieme a
altre funzioni cardiovascolari cruciali per l'esercizio fisico,
l'imboccatura impedisce a un cavallo di esprimere il suo pieno
potenziale. I dettagli di come un morso crea una situazione anomala
nella gola di un cavallo sono stati spiegati e illustrati in articoli
precedenti (Cook 1999b, 1999c, 2000, 2002a). Può avvenire una cascata
di eventi respiratori durante la quale l'ostruzione respiratoria procede
da un grado lieve ad uno severo o perfino mortale. In ogni cavallo usato
con l'imboccatura, il grado di asfissia varia in funzione della natura
dell'esercizio fisico. Un riassunto di una delle possibili cascate di
eventi è la seguente:
l'imboccatura viene frequentemente usato
(scorrettamente) per ottenere una flessione della nuca
La flessione della nuca ostruisce le vie
aeree a livello della gola
l'imboccatura induce il cavallo ad
aprire la bocca e a muovere la lingua
Questo permette l'ingresso dell'aria nella
bocca e nella parte digestiva della gola, che provoca l'innalzamento
del palato molle e l'ostruzione della parte respiratoria della gola
L'innalzamento del palato molle può
portare la dislocazione dorsale del palato molle (DDSP) e a crisi di
soffocamento
E' anche responsabile dell'insorgenza
dell'intrapolamento epiglottico
L'ostruzione della gola può portare a un
collasso parziale della via aerea laringea
L'ostruzione della via aerea, a diversi
livelli, è additiva, e provoca gli effetti più severi nel tratto
terminale delle vie aeree (i polmoni)
L'ostruzione delle vie aeree in
corrispondenza della giunzione fra la cavità nasale e la gola (le coane,
o narici posteriori), causata dall'elevazione del palato molle, causa il
collasso dinamico della gola e della laringe
L'ostruzione della gola e della laringe
caua il collasso dinamico della trachea
L'ostruzione a lungo termine porta a
deformità permanente della trachea (trachea a sciabola) e ad ulteriore
ostruzione
A causa delle pressioni di aspirazione
anormalmente alte che un'ostruzione causa nell'inspirazione, gli alveoli
polmonari e i polmoni non possono funzionare adeguatamente
Tutti i fattori nominati traumatizzano i
bronchioli del polmone e, secondo l'autore, causano la malattia delle
piccole vie aeree.
Un liquido fortemente tinto di sangue
viene risucchiato dai capillari contenuti nei tessuti polmonari e negli
alveoli
Si sviluppa l'edema polmonare. “Edema
polmonare da asfissia” è il nome preferito dall'autore per l'emorragia
polmonare da lavoro, comunemente chiamata “sanguinamento” o EIPH.
Il “sanguinamento” causa un grave dolore
toracico e aggrava l'asfissia.
Il cavallo può morire di congestione
polmonare cuta e scompenso cardiaco
Oppure può semplicemente interrompere la
competizione a causa del dolore, dell'ipossia e dell'estremo
affaticamento
L'affaticamento può portare a cadute
Le cadute causano fratture agli arti
Le fratture agli arti possono rendere
necessaria l'eutanasia
L'imboccatura come problema di benessere
per il cavallo e il cavaliere
Ogni metodo di comunicazione che sia
gravato di tanti effetti collaterali pericolosi dovrebbe essere
considerato controindicato e pericoloso. Ma per il solo fatto che
l'imboccatura è dolorosa dovrebbe anche essere considerato inumana. A
prescindere dalla considerazione etica, il metodo con l'imboccatura
contrasta con fondamentali interessi di un cavaliere che intende
sviluppare una collaborazione armoniosa con il cavallo ed ottenerne le
migliori prestazioni. Un atleta dolorante non può dare il meglio, e non
lo darà. Il dolore riduce sia l'abilità che la motivazione alla
prestazione, ed è una potente causa di incidenti sia per il cavallo che
per il cavaliere.
Non c'è un modo giusto di fare a cosa
sbagliata. Secondo l'autore, il metodo di comunicazione con
l'imboccatura è difettosa, inumana e pericolosa. L'autore guarda al
giorno in cui l'imboccatura non verrà più usato e in cui questi
strumenti diventeranno oggetto di curiosità nelle collezioni museali.
Se l'imboccatura è così dannosa, perchè
il metodo è sopravvissuto?
Innanzitutto, molte delle prove che
oggi accusano l'imboccatura sono state pubblicate dall'autore solo
negli ultimi sette anni.
In secondo luogo, fino a sette anni fa
non esisteva un'alternativa di possibile utilizzo generalizzato. La
situazione è abbastanza simile a quanto avviene nel campo della
chirurgia. Una tecnica chirurgica tradizionale viene utilizzata fino al
momento dell'introduzione di una tecnica migliore.
Infine, come in tutti i progressi, ci
si deve attendere un notevole intervallo di tempo fra il primo annuncio
di un miglioramento, e la sua applicazione generalizzata.
Siccome l'umanità ha, da cinquemila
anni, l'idea che l'uso di un morso per controllare un cavallo è sia
accettabile che necessaria, ci vorrà tempo e coraggio per cambiare
questo modo di pensare. Tuttavia, la buona notizia è che gli uomini e
le donne di cavalli al giorno d'oggi non hanno affatto quella mentalità
conservatrice che la tradizione potrebbe suggerire.
[Nevertheless, the
good news is that horsemen and horsewomen nowadays are nothing like as
conservative in their thinking as tradition might suggest.] Molti
sono molto aperti a nuove idee e migliaia di loro sono già passati da
una briglia con morso alla nuova briglia incrociata senza morso (Cook
and Strasser, 2003, Strasser and Cook, 2003). Un'idea della diffusione
e della profondità di questa nuova apertura mentale si può verificare
leggendo i commenti degli utenti della nuova briglia sul sito
www.bitlessbridle.com.
Il movimento per
l'equitazione naturale è in fase di crescente accelerazione e questo è
un bene per il benessere sia del cavallo, sia del cavaliere. (Cook
2001a, 2002b).
Perchè i metodi tradizionali senza morso
non hanno scalzato l'imboccatura?
Gli hackamore, i bosal, i sidepull
hanno una storia lunga come le imboccature. Ma nessuno di loro ha
ottenuto l'accettazione generalizzata, probabilmente perchè ognuno ha
limitazioni pratiche. Ad esempio, gli hackamore e i bosal forniscono
mezzi più che sufficienti per chiedere una fermata, ma sono poco
efficaci per le girate. Al contrario, i sidepull sono generalmente
adeguati per le girate ma sono poco efficaci per le fermate. Tutti e
tre i tipi sono potenzialmente dolorosi e se ne può abusare (Tabella I).
A parte ogni limitazione attualmente imposta dai regolamenti per le
competizioni, queste forme tradizionali di comunicazione senza morso non
sono universalmente applicabili a ogni cavallo, disciplina o cavaliere.
A differenza di questi metodi
tradizionali di comunicazione senza morso e di tutti i metodi basati sul
morso, la nuova Bitless Bridle ha il merito di non essere dolorosa, di
fornire una comunicazione efficace per qualsiasi necessità, e di essere
compatibile con le richieste fisiologiche di un cavallo in movimento.
Inoltre, non può esserne fatto un abuso e, con l'eccezione di quei
regolamenti agonistici che al momento non ne consentono l'uso, è
utilizzabile in ogni disciplina. Per un confronto sistematico delle
caratteristiche di ognuno dei metodi, vedete la Tabella I.
Classificazione dei diversi metodi di
comunicazione in base alla loro azione
L'imboccatura a filetto può essere
descritta come un metodo che attua la comunicazione soprattutto
attraverso la bocca (labbra, lingua, gengive e osso mandibolare).
Siccome la bocca è una cavità corporea, molto sensibile, un nome
appropriato per il metodo potrebbe essere potrebbe essere metodo
oral cavity rod [a sbarra orale] . Sono anche
possibili azioni aggiuntive. In funzione della posizione della testa e
dell'angolo in cui sono tenute le redini, può anche esercitare una
trazione verso l'alto come un retrattore per le labbra
all'angolo della bocca. Se usato con un accessorio ausiliario (come
a
drop, flash or grackle noseband)
eserciterà anche una pressione sul dorso nasale, specialmente se il
cavallo proverà ad aprire la bocca. I filetti snodati e, con minore
intensità, i filetti snodati francesi hanno un'azione di schiaccianoci
sui lati e sulla cima delle barre. I filetti a tre anelli esercitano
anche una pressione sulla nuca, ma sono morsi a leva e non dovrebbero
essere definiti “filetti”.
Una doppia redine è costituita da un
piccolo filetto, noto come
“bradoon”,
che comunica con la bocca come descritto precedentemente, e un morso
propriamente detto, dotato di un'azione a leva che applica una pressione
anche al mento e alla nuca. L'arco
del morso ha lo scopo di ridurre la pressione sulla lingua, e di
aumentare invece la pressione sulle barre della bocca. Per scopi
descrittivi potrebbe essere chiamato un metodo jawbone vise
[a morsa sulla mandibola], poichè – ad eccezione di quando
viene utilizzato da mani molto esperte – schiaccia l'osso mandibolare
tra due pezzi di metallo, l'imboccatura del morso e la catena del
barbazzale. Siccome l'imboccatura a leva è sistemato nella bocca del
cavallo più in basso del filetto, la pressione è applicata sulle barre a
livello del corpo mandibolare piuttosto che sui suoi rami (vedi Parte I,
Fig. 2). Un filetto esercita più facilmente la sua pressione a livello
dei rami mandibolari, soprattutto se è sistemato “alto” nella bocca.
Il morso Western è un morso a leva
usato senza filetto aggiuntivo. Ha una lunga asta e un'estensione a
spatola sulla parte boccale, progettata per esercitare una pressione sul
palato duro. Normalmente l'imboccatura viene applicato dopo che il
cavallo è completamente addestrato a rispondere al bosal, poichè
l'imboccatura a leva viene vista come il tocco finale dell'istruzione di
un cavallo già molto ben addestrato. Quando viene usato da un cavaliere
eccellente non viene usato affatto, poichè le redini sono costantemente
lasche. Le redini sono usate soltanto come “redini di appoggio”, poichè
l'imboccatura a leva non è adatta alle girate. Se usato da chiunque non
sia un maestro, l'imboccatura Western è uno strumento doloroso sia per
la sua notevole azione di leva, sia per il notevole dolore che è in
grado di infliggere al palato duro (oral cavity rod plus jawbone vise
plus roof of mouth prod [bastone nella bocca + morsa mandibolare +
pungolo palatale]). Un morso a spatola viene talora utilizzato,
in modo inappropriato, nella speranza di evitare che il cavallo metta la
lingua sopra al morso.
Gli hackamore meccanici comunicano
prevalentemente con la pressione attorno al dorso nasale e al mento, con
un po' di pressione secondaria sulla nuca. A scopi descrittivi potrebbe
essere chiamato un metodo muzzle vise [a morsa sul muso]
, poichè stringono l'intero muso tra una cinghia nasale e una
catena nel solco mentoniero.
Gli hackamore inglesi e i sidepull
agisono principalmente con una pressione sul dorso nasale. Possono
essere chiamati metodo bridge-of-nose hoop [a cerchio sul
dorso del naso].
La Bitless Bridle, invece, comunica
attraverso un'intensità di pressione irrilevante. Per come è fatta la
testiera, questa pressione è distribuita intorno all'intera testa, ossia
attorno al dorso nasale, sotto il mento, lungo il lato della guancia e
sopra la nuca (Fig 2).
Fig
2. Si vede l'incrocio e l'azione della Bitless Bridle. Il diagramma
sulla destra è una vista dal basso della testa, che mostra come la
trazione sulla redine destra (frecce bianche o gialle) si trasforma in
una pressione sul lato sinistro della testa. Le frecce rosse o grigie
indicano solo alcune delle aree che sono compresse, perchè la pressione
viene anche applicata alla nuca, al dorso nasale e sotto la mandibola.
La sua azione può essere al meglio
descritta come un abbraccio benevolo o un whole-head-hug
(Tabella I). La testiera distribuisce una leggera pressione su una
larga area di tessuto relativamente insensibile, mentre il metodo basato
sul morso focalizza un'alta pressione su un tessuto estremamente
sensibile. Inoltre, con il metodo whole-head-hug qualsiasi sia la
pressione che applicata al livello delle mani del cavaliere è attenuata
prima di raggiungere i tessuti della testa. Paragonate questo
comportamento col metodo basato su un morso a leva (jawbone vise method)
nel quale qualsiasi pressione applicata sulle redini non soltanto
agisce su una piccola zona di tessuto sensibile della bocca, ma viene
anche rinforzata di tre o quattro volte. La caratteristica dell'incrocio
del metodo whole-head-hug significa che anche quando un cavallo sobbalza
di paura e un cavaliere istintivamente si aggrappa sulle redini per
riacquistare l'equilibrio, l'entità della pressione non è mai tale da
causare dolore. Questo significa che, qualsiasi cosa abbia spaventato il
cavallo, l'incontro non è immediatamente seguito da un improvviso
dolore. Il risultato è che il cavallo si riprende dello spavento più
facilmente e non ha un ulteriore incentivo a sgroppare. Inoltre, la
volta prossima che vedrà lo stesso 'mostro', non lo associerà con un
improvviso dolore alla bocca. Sarà meno probabile che lo spavento sia
seguito da manifestazioni ancora peggiori e non si svilupperà quel senso
generale di nervosismo che è causato dall'attesa del dolore.
|
METODO |
TESTIERA
|
AZIONE
(Distribuzione dellapressione) |
ASSENZA
DI DOLORE |
FERMATA
|
GIRATA |
|
IMBOCCATURE |
Filetto |
Sbarra orale+ retrattore
dell'angolo delle labbra retractor |
1 |
1 |
1 |
|
Filetto e
cinghia nasale accessoria (e.g. drop, flash or grackle) |
Sbarra orale + retrattore
dell'angolo delle labbra + morsa sul muso e sulla mandibola |
1 |
1 |
1 |
|
Doppio
morso
(curb and bradoon) |
Sbarra orale + retrattore
dell'angolo delle labbra + morsa sulla mandibola + pressione
sulla nuca |
1 |
1 |
1 |
|
Morso Western con leva lunga,
barbozzale e spade or spoon |
Sbarra orale + morsa sulla
mandibola e pressione sulla nuca + pungolo sul palato (se
non usato con mani leggerissime) |
1 |
1 |
1 |
|
Imboccature
a gag |
Sbarra orale + morsa sull'asse
longitudinale (dall'angolo della bocca alla nuca) |
1 |
1 |
1 |
|
SENZA
IMBOCCATURA |
Hackamore meccanico meccanico
|
Morsa sul
muso |
2 |
2 |
1 |
|
Hackamore
Western (bosal, latigo, fiador, & mecate) |
Morsa sul
muso |
3 |
2 |
1 |
|
Sidepull con capezzina
metallica o in corda
|
Cerchio dul
dorso nasale |
3 |
2 |
3 |
|
Hackamore inglese (capezzina a
cinghia), capezza in tessuto |
Cerchio sul
dorso nasale |
4 |
2 |
3 |
|
Testiera
incrociata senza imboccatura |
Abbraccio
sull'intera testa |
4 |
4 |
4 |
Tabella I: Classificazione comparativa
delle modalità d'azione dei principali mezzi di comunicazione, con una
valutazione dell'efficacia di ogni metodo graduata da 1 a 4, dove 4 è il
valore più alto